Un’intervista speciale.
A novembre 2023 abbiamo avuto l’onore di raccogliere le parole del nostro fondatore, Mario Cucchi, che con grande impegno e generosità ha ripercorso i momenti più significativi della sua lunga esperienza in azienda.
Nonostante le difficoltà personali, Mario non ha mai fatto mancare la sua presenza in Nastrotex-Cufra e, con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto, ci ha regalato un prezioso contributo: un breve ma intenso racconto dei suoi 70 anni di storia imprenditoriale.
Un documento che oggi custodiamo come testimonianza del suo straordinario percorso e come fonte di ispirazione per il futuro di Nastrotex-Cufra.
70 anni di storia sono tanti. Se dovessi descrivere con una sola parola i 70 anni della tua azienda, quale sceglieresti?
Una vita. CUFRA. Cufra sta per Cucchi fratelli. Nome che non è mai stato abbandonato e accompagna sempre la Nastrotex.
Come sei arrivato a decidere di avviare l’azienda? A che età hai iniziato a lavorare?
È arrivata così all’improvviso, Lanzini a Romano di Lombardia aveva un’attività e ha deciso di vendere. Così allora mio papà, Francesco Cucchi, prese la palla al balzo e decise di comprare i due telai che Lanzini stava svendendo. Ho iniziato a lavorare a fine della quinta elementare, quindi avevo circa 10 anni. Ho dovuto lasciare gli studi e mettermi subito al lavoro, ero l’ottavo di 11 fratelli.
Ti ricordi qualche episodio che ha determinato la tua scelta o che ti ha messo in difficoltà nella gestione dell’azienda?
Un episodio che mi ricordo è quando ho dovuto lasciare l’azienda perché dovevo operarmi alla colonna vertebrale a Bologna. Sono stato fermo 1 anno sdraiato, poi ho ripreso per 4 mesi facevo 5min di in piedi e poi di nuovo sdraiato e così graduale fino a quando ho ripreso del tutto. Qui ho avuto un grosso aiuto dai miei fratelli, che facendo gli ambulanti riuscivano ad andare dai miei clienti e vendere l’elastico. Una grande mano mi è stata data da mia moglie Maria e suo fratello Mario che hanno portato avanti l’azienda in questo periodo.
Quali sono state le persone più importanti della tua famiglia che con il loro contributo hanno determinato il successo di Nastrotex-Cufra ad oggi?
I miei figli, Barbara e Roberto e mia moglie Maria. In sintesi la mia famiglia.
Quali sono gli episodi più significativi della tua storia in azienda?
Quel giorno che ho visto per la prima volta uscire dal telaio un nastro con la parola. Quella parola era “senor” era fondo bianco e scritta grigia.
Ci sono ostacoli che Nastrotex-Cufra ha incontrato durante il suo cammino? E se sì quali e come li ha superati?
Gli ostacoli si trovano sempre. In una ditta gli ostacoli ci sono e con la santa pazienza bisogna affrontarli. Quante volte sono tornato a casa tardi a mangiare perché dovevo risolvere i problemi… le ore non si contavano.
I periodi più brutti e i periodi più belli.
Uno dei periodi più belli è stato mi ricordo quando c’era la mania dei cinturoni elastici in vita e avevamo un flusso di lavoro enorme, i clienti arrivavano qui alla mattina prestissimo per caricare il materiale. Nessuno fatica… i clienti arrivavano così senza alcuno sforzo. Il millerighe, il 3895… questi gli articoli che andavano di più.
Uno dei periodi più brutti la cassa integrazione… la mancanza di lavoro…
Quali sono stati, a tuo avviso, i tuoi meriti nella crescita e nell’affermazione di Nastrotex-Cufra?
L’attaccamento e l’amore al mio lavoro. Non mi sono mai tirato indietro anche quando dovevo fare dei sacrifici.
I luoghi di Nastrotex-Cufra: quanto ha influito il territorio sulla nascita e sullo sviluppo dell’azienda?
Con l’apertura e la crescita di Nastrotex-Cufra abbiamo dato lavoro a 50 persone della zona. Ci siamo trasferiti a covo da Romano di L.dia abbiamo sfruttato l’area depressa, che ci ha permesso di edificare senza pagare nell’immediato ma con scadenze più lunghe.
Cosa è davvero importante, quali sono i valori che vuoi/volete trasmettere come impresa?
Cancellare l’ego, lavorare più in gruppo per portare avanti un unico obiettivo.
Quale è il rapporto con gli operai e i dipendenti dell’azienda?
Il mio rapporto lo ritengo ottimo, cerco sempre di dargli il consiglio giusto e più idoneo al lavoro che fanno.
Che consiglio daresti ad una platea di giovani che sognano di fare gli imprenditori?
Non avere la fama solo di incassare… ma di ricordarsi delle persone.
Nonno, come è che vorresti essere ricordato?
Mi piacerebbe essere ricordato per quello che ho fatto, soprattutto per le persone, per poter aiutare quelli che avevano bisogno. Pensando al centro nutrizionale in Malawi, riempie il cuore vedere tutti quei bambini che saltano, cantano, ballano, senza avere niente.
Covo, 16 Settembre 2025,
Grazie Mario, tu che con dedizione, amore e fedeltà hai dato vita a tutto questo.
Grazie alla tua generosità e alla tua determinazione sei stato per noi un punto fermo, un aiuto costante e un esempio da seguire. Hai affrontato ogni sfida con forza fino alla fine e il ricordo della tua saggezza e inesauribile vitalità resterà sempre vivo nei nostri cuori.